Cordoba oltre la Mezquita

Cordoba, come Cadice, è figlia delle dominazioni che l’hanno costruita e ampliata. Anche qui si possono ritrovare gli stili architettonici che hanno portato i sovrani cristiani a trasformare antichissime moschee in chiese e cattedrali, come la celeberrima Mezquita.

Cordoba è anche la città dei patios, piccoli e silenziosi cortili che da secoli decorano edifici religiosi,  palazzi nobiliari, ospedali e case private. I patios sono sparsi per tutta la città, ma è soprattutto nel quartiere San Basilio che trovano il loro massimo splendore. A maggio, inoltre, si svolge la Fiesta de Los Patios; per saperne di più è possibile consultare il sito www.amigosdelospatioscordobeses.es.

Parlare soltanto dei monumenti più famosi di Cordoba, però, sarebbe riduttivo nei confronti di una città che dà il meglio di sé nei quartieri popolari brulicanti di gente nelle piazze e nei bar e di bambini che ancora giocano a pallone in strada. Partendo da Plaza de la Corredera si può fare un giro alternativo di Cordoba, perdendosi tra le viuzze dei quartieri storici dominati dalle cosiddette Chiese Ferdinandine come Santa Marina (quartiere dei toreri e dei carbonari), San Andres (quartiere delle ricamatrici di seta) e San Lorenzo.

Le Chiese Ferdinandine sono un complesso di quattordici chiese situate nel centro storico di Cordoba, così chiamate perché costruite da Re Ferdinando III dopo la guerra di Reconquista, combattuta nel XIII secolo dai cristiani contro la dominazione islamica della penisola iberica. Le Chiese Ferdinandine sono costruite, come la Mezquita, sopra i resti di moschee preesistenti.

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