Il pianeta Rosso

Ila Rosso, al secolo Ilario Rosso, professione cantautore? O fisico? Forse un po’ tutti e due, ma a me interessa soprattutto la prima parte. Quello che è certo è che Ila è uno “alla Guccini”, uno senza peli sulla lingua, uno da balera, fiaschetto di vino, chitarra classica e gente seduta per terra ad ascoltare. E non potevo che incontrarlo in quell’altro posto epico che è la Cricca, ad una serata tributo al Maestrone, tra una sigaretta e un bicchiere di vino, ovviamente rosso. (Istruzioni per l’uso: seguite la video colonna sonora per entrare a fondo nel personaggio).

Ila, il titolo del tuo secondo album, uscito ormai più di due anni fa, è “Secondo me i buoni”: ma secondo te, chi sono i buoni?

Se mi permetti, sono stato uno dei primi ad esplorare questo termine, almeno a livello musicale, quando ancora non era molto “frequentato”. Secondo me i buoni sono quelli che tra il bene e il male scelgono di seguire la strada del bene. Ma, a questo punto, sorge un’altra domanda: cos’è il bene? Come vedi il tema è molto complesso: in generale penso che ognuno di noi sia corresponsabile del bene e del male, sottovalutiamo ciò che potremmo fare per migliorare il mondo che ci circonda. Negli ultimi tempi sentiamo spesso parlare di buonisti, ma in realtà questa espressione non c’entra nulla con l’essere buoni.

Dopo due album è tempo di fare i primi bilanci per Ila Rosso?

Assolutamente sì: sono stati due dischi molto diversi tra loro. Il primo (La bellapresenza, ndr) molto più ingenuo, fresco, pregno di una rabbia gioiosa e leggera; il secondo, al contrario, molto più maturo ma allo stesso tempo amaro e disilluso, uscito dopo un periodo di profonda riflessione sul senso del lavoro, dei soldi, sul farsi in quattro per questo…ne vale davvero la pena?

Un’amarezza anche per una “Torino che fu” che emerge in modo prorompente nella tua “Canzone dei Murazzi”…

Esatto: ho avuto la fortuna di vivere in una Torino molto più libera, dove i ragazzi potevano girare per tutta la città e trovare qualcosa di bello e interessante. Adesso, al contrario, esistono i cosiddetti “luoghi della movida” creati dal mercato e frequentati da tutti. Anche i Murazzi sono stati risucchiati da questa logica politico-economica: come saranno alla riapertura? Meglio di prima? Questo non lo posso sapere, ma sono certo che a nessuno fregherà di ricreare quella “libera repubblica” di qualche anno fa perché manca un punto di vista critico.

Hai qualche canzone nuova in canna?

Qualcosa bolle in pentola: ho scritto qualche pezzo nuovo e tirato fuori qualcosa di vecchio rimasto nel cassetto per anni: i primi con testi molto espliciti, i secondi un po’ più ironici e sarcastici. Prima di fare sul serio, però, preferisco aspettare di avere davvero qualcosa da dire. Per chi è abbastanza puro come me, fare il cantautore è solo una piccola parte della vita, se hai un minimo di autonomia di pensiero rischi di essere allontanato.
Un’anteprima, in chiusura, posso svelartela…sto per partire con il mio nuovo progetto: si chiamerà Discover e proporrò cover molto interessanti di pezzoni classici!

Un’ultimissima domanda…ma alla fine l’M nel bicchiere c’era o no?

Non c’era, o meglio…c’era ma non l’ho bevuto, come si evince dalla canzone…

Per seguire Ila Rosso online

ilarosso.it
www.facebook.com/ilarosso
www.instagram.com/ilarosso

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