Il beautiful world di Isotta

Ironica, irriverente, provocatoria, sarcastica, sfacciata…ci sarebbero migliaia di modi per descrivere Isotta Bellomunno. Tentare di etichettare la sua arte, oltre che impresa assai ardua, sarebbe riduttivo nei confronti di un’artista che spazia dal disegno alla fotografia e dalla scultura all’installazione con facilità impressionante, progettando e costruendo le sue opere con un’incredibile abilità manuale oltre che con un’umile mentalità da carpentiere, fondendo e recuperando materiali di ogni tipo per sperimentare nuove soluzioni. Napoli nel cuore, Napoli in testa e Napoli nelle radici, con le sue mille sfumature e le sue mille contraddizioni: Isotta è discendente di una delle dinastie di onoranze funebri più antiche della città, e dall’attività di famiglia ha recuperato moltissimi spunti per i temi trattati nelle sue opere. Una personalità forte che, in questi primi anni di carriera, ha dimostrato di tenere testa a gallerie, critici ed esperti più o meno famosi. Ecco il suo Beautifulworld, in napoletano… Bellomunno! (nei link trovate i video delle opere)

Isotta Bellomunno è nata a Napoli nel 1987 e dalla sua città ha assorbito molto, sia a livello caratteriale che artistico. I primi approcci con questo mondo avvengono fin da piccolissima, con l’appoggio incondizionato e fortunato di una famiglia e di un papà amante dell’arte e dei viaggi, in un’infanzia trascorsa a copiare vedute della città e del mare. Dopo il Liceo Artistico è iniziata la sua avventura al nord, in una delle scuole d’arte più famose e ambite a livello internazionale, quell’Accademia di Brera (scultura) di Milano che, oltre ad averle fatto capire i propri limiti, le ha permesso di realizzare le prime mostre e, di conseguenza, di farsi conoscere sul mercato nazionale. L’esordio ufficiale di Isotta è avvenuto nel 2011, all’Idroscalo di Milano, durante la mostra ArteGiovane sull’acqua con Big Size Art, seguito dall’esordio napoletano nella rassegna di video-installazioni del collettivo Urto! presso il Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore (2012). Con le prima mostre sono arrivati anche i primi concorsi (come il premio Arte-Laguna 2011 a Venezia tra gli Under 25) e le prime idee da realizzare.

Il primo progetto di Isotta Bellomunno risale al 2012 grazie alla collaborazione con la galleria d’arte indipendente e alternativa napoletana Sarajevo Supermarket. From the left side è una serie di quaranta disegni realizzati con la mano sinistra che, dopo alcune settimane, si è trasformata in una performance da realizzare dal vivo: un lavoro concettuale che, partendo dall’auto-costrizione e dallo sforzo (l’artista, infatti, disegna con la mano sinistra ed il braccio destro legato da una camicia di forza), vuole promuovere e far accettare una nuova estetica fatta di errori e di imperfezioni. Il punto di vista di Isotta sull’arte affronta la rappresentazione della realtà, che deve essere delegata alla fotografia, mentre le altre forme dovrebbero essere più concettuali.

Il 2013 è l’anno della consacrazione, con il lavoro più provocatorio e famoso: #labarabarca. Un’opera collettiva “involontaria” (capirete nelle prossime righe il perché) capace di unire una performance unica nel suo genere a un’imponente campagna di comunicazione. A chi di voi, del resto, è mai venuto in mente di attraversare il Golfo di Napoli con una bara (con la benedizione delle zie Bellomunno) a remi lunga due metri? La preparazione è stata minuziosa, studiata nei minimi dettagli (comprese le prove di galleggiamento in notturna per evitare di essere vista) e accompagnata da veri e propri manifesti funebri incollati per tutta la città con il provvidenziale aiuto di un cugino. L’invasione social con l’hashtag #labarabarca, coniato apposta per l’occasione, ha contribuito in modo determinante a fare il resto: il giorno dell’evento (complice un’affollata gara di triathlon), un pubblico delle grandi occasioni ha seguito Isotta nella sua traversata fino a Castel dell’Ovo, in una lenta processione capace di toccare contemporaneamente l’animo laico, religioso e superstizioso dei napoletani. Subito dopo #labarabarca è stata la volta di Non retribuito, lavoro che ha dimostrato l’eccellente abilità di Isotta nel trucco e nel trasformismo, realizzato attraverso l’interpretazione di vari personaggi che affollano lo spietato mercato del lavoro odierno, tra domanda e offerta.

 

Il clamore suscitato da #labarabarca ha fatto da cassa di risonanza al nome di Isotta Bellomunno in tutta Italia. Nel 2014 è arrivata la chiamata torinese da S.A.L.I.G.I.A., 7° Internazionale d’Arte LGBTE, di cui è stata vincitrice con la controversa serie di fotografie Sacred Cream, un’ampia riflessione sull’atteggiamento dogmatico della chiesa nei confronti del vizio e del desiderio. La prima mostra personale (2015) non poteva che essere ospitata nella sua Napoli, nella suggestiva location di Castel dell’Ovo, sede scelta per Latte di mamma: un’opera ambiziosa che, riprendendo la mitologia, è stata tradotta in una serie di installazioni (manichini con mammelle di gomma in grado di far fuoriuscire latte attraverso un complesso sistema di tubicini, funzionante e interamente realizzato a mano) volte a rappresentare ed auspicare un ritorno alla terra e alla carnalità (il latte di mamma, appunto), in un’epoca in cui anche i valori più tradizionali vengono mercificati e sacrificati sull’altare del mercato.

Nella sua ricca ma ancor breve carriera, Isotta ha già esplorato un’infinità di linguaggi e forme artistiche, ma è più impegnata che mai nella ricerca di nuove strade e percorsi ancora poco battuti, per continuare a stupire. Uno dei progetti “work in progress” è Atlas from the left side, ideato insieme a Fabio Landolfo, urbanista e professore all’Università Federico II di Napoli. Riprendendo lo stesso concetto di From the Left Side, i due intendono realizzare un atlante “sbagliato” d’Italia, interamente fatto di mappe disegnate con la mano “sbagliata”, nel tentativo di spiegare come sia cambiata la percezione fisica ed emozionale dello spazio pubblico dopo l’avvento dei social. Infine, TO MOVE BOX è a conoscenza di un altro progetto top secret di cui, per ora, non può svelare nulla, tranne che si tratta di qualcosa di autobiografico…

Per seguire Isotta sul web e sui social…

www.isottabellomunno.com

www.facebook.com/Isotta-Bellomunno-Visual-Artist

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