L’irresistibile fascino di Born in Berlin

Negli ultimi vent’anni Torino è passata dall’essere una città industriale, totalmente trainata dall’indotto dell’industria automobilistica, al rinascere come punto di riferimento del panorama artistico italiano e internazionale. Accanto a questo nuovo fermento culturale si sono sviluppate tante piccole realtà che fanno dell’artigianalità e della qualità del prodotto il proprio punto di forza, contribuendo ad esportare in giro per l’Italia e per il mondo il “Made in TO”: molte di queste vedono Berlino come punto di partenza (o punto di arrivo), di avventure straordinarie. Il binomio tra la capitale tedesca e Torino è indissolubile, e trova nel design della moda locale la sua massima espressione. Partiamo da un negozio che, nel corso degli anni, è cresciuto fino a diventare un’istituzione per tutte le “fashion victims” torinesi: Born in Berlin, di cui ormai si sa praticamente tutto!

Aperto nel 2005 da Judith e Julia (che qualche anno fa ha deciso di intraprendere nuove esperienze), giovani berlinesi approdate a Torino grazie a una borsa di studio, “Born” è da sempre sinonimo di creatività, design e artigianalità, che si traduce in capi interamente concepiti nell’atelier di Via S. Dalmazzo 9a, quartier generale dal 2014; le famose “svendite” settembrine sono ormai diventate un appuntamento imperdibile per centinaia di appassionati. Una realtà che è cresciuta anche grazie al talento di Simone, ideatore di tutta la linea di prodotti in pelle: l’incontro con Judith, avvenuto nel 2006 quando era un giovane designer, ha sancito l’inizio di un binomio vincente, sul lavoro come nella vita. In questi dodici anni di apertura, Born si è affermato anche come punto di ritrovo di artisti d’avanguardia (Julia Kent, Stefan Schneider, Fabrizio Modonese Palumbo, Roberto Paci Dalò, Vittorio Bongiorno, Orlando Manfredi solo per citarne alcuni), con eventi/aperitivo organizzati e offerti in modo assolutamente gratuito al pubblico.

Come nascono le collezioni firmate Born in Berlin? In modo totalmente libero e indipendente, senza seguire uno schema preconfezionato o la moda del momento; l’unico concetto base su cui ruota ogni novità è quello della continuità: nessuna collezione, infatti, è mai completamente nuova ma riprende linee già utilizzate rivoluzionandole, manipolandole e rendendole di nuovo uniche. Judith è la “mente” creativa che, due volte all’anno (Simone dixit), si sveglia al mattino e decide a cosa ispirarsi per i nuovi capi. Da qui vengono poi “costruite” le collezioni, attraverso un dialogo continuo e un approfondimento dei temi scelti, immaginando linee molto caratteristiche. Per l’ultima collezione autunno/inverno, ad esempio, il tentativo di ricreare l’atmosfera dell’Est Europa è stato realizzato rivisitando le vecchie divise militari dei paesi dell’ex blocco sovietico.

Uno dei fattori distintivi che rende Born a tutti gli effetti un marchio unico è la collaborazione con artisti chiamati ad impreziosire ulteriormente le proposte. Ogni tema viene, infatti, personalizzato attraverso una serie di disegni riprodotti in serigrafia su magliette, camicie e abiti. L’attenzione maniacale ai minimi dettagli si nota anche dalla realizzazione di suggestivi shooting fotografici in luoghi fortemente evocativi. Una moda innovativa ma anche consapevole del periodo storico che stiamo vivendo: dopo l’assunzione di Ibrahim, rifugiato politico afghano e sarto abilissimo, l’inizio della collaborazione con il Comune di Torino ha portato all’inserimento lavorativo di persone socialmente svantaggiate come Nadia, ragazza con disabilità uditiva originaria della Romania e Mustafa, rifugiato politico gambiano.

L’arrivo della primavera segnerà anche il debutto della collezione primavera/estate 2017, ispirata agli Amish, comunità religiosa protestante originaria della Svizzera e della Germania ma presente soprattutto negli Stati Uniti, tra la Pennsylvania e l’Ohio. Lo stile (di cui potete avere un assaggio nelle immagini che vi proponiamo) classico e fuori dal tempo dei loro abiti sempre uguali, maschili o femminili, è stato stravolto dall’inconfondibile tocco visionario di Born. La nuova collezione si avvale della collaborazione dell’illustratrice Manuela Adreani, autrice delle serigrafie originali.

Foto: PEPE fotografia.

Modelli: Ottavia Di Lecce, Fabrizio Modonese Palumbo, Marco “Il bue” Schiavo, Paul Beauchamp.

Makeup: Egidia Lanza.

www.borninberlin.com

www.facebook.com/borninberlinstore

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