Ciclosfuso, vino e bici a Milano

Milano e bicicletta sono due parole che non sono mai andate molto d’accordo. Il traffico, l’inquinamento e le abitudini sedentarie dei milanesi non hanno contribuito a fare del capoluogo lombardo una città a misura di ciclista. Negli ultimi anni, tuttavia, si sta assistendo a un ripopolamento “a due ruote”, portato avanti da un movimento di temerari che, sprezzanti dei pericoli urbani, sfrecciano tra pavé, semafori e piste ciclabili. Parallelamente sono nate parecchie attività a tema bici: parlo di ciclofficine popolari, concessionarie, ricambisti e “ciclosterie”. A due passi dalla stazione ferroviaria di Porta Genova, luogo di ritrovo tra i Navigli e Zona Tortona, nel 2015 ha aperto un posto dove, mentre ci si fa riparare la bicicletta o si sceglie un accessorio, è possibile bere un buon bicchiere di vino accompagnato da un tagliere di salumi e formaggi. Questo posto si chiama Ciclosfuso ed è nato dall’idea di Gianluca Casella e Matteo Riva, due milanesi doc che, dopo essersi conosciuti in Grecia nel 2013, hanno unito le proprie passioni aprendo un locale.

Gianluca e Matteo volevano creare uno spazio conviviale da poter vivere in diversi momenti della giornata e, per trovare l’ispirazione giusta, hanno intrapreso un lungo viaggio nelle capitali europee dell’innovazione come Berlino, Londra, Copenaghen, Amsterdam e Stoccolma, città dove la cultura urbana è basata sulla condivisione di spazi ed esperienze, dove il concetto di vivibilità è sviluppato all’ennesima potenza, dove la bicicletta è lo strumento più comune per spostarsi. Una volta tornati a Milano è nato il progetto Ciclosfuso; il concetto è molto semplice: si vendono, riparano e noleggiano biciclette e nel frattempo si somministra vino sfuso con una fornitissima tavola fredda dotata di salumi, formaggi e ricette regionali tipiche come la battuta di fassone al coltello e la tartare di pesce spada o di salmone. Il principio è quello di ricercare produttori medio/piccoli che non facciano parte del circuito della grande distribuzione. Una ricerca che, dall’Italia, si sta un po’ per volta aprendo anche all’estero, con proposte enologiche che arrivano da Libano, Nuova Zelanda, Germania e Spagna.

Il fulcro attorno a cui ruota tutto il meccanismo è, comunque, la bicicletta. Ciclosfuso è principalmente un negozio di biciclette e accessori con annessa officina di riparazione. Quest’ultima, separata dalle sale dove vengono somministrati cibi e bevande, viene gestita con amore e passione dal meccanico Mattia. Particolarmente ampia la gamma di marche proposte (tra le altre Focus e Tern), anche se una citazione particolare se la meritano le bici a marchio Ciclosfuso, dove il cliente può scegliere di realizzare il proprio “gingillo” in modo totalmente personalizzato, scegliendo tutti i pezzi che desidera dal manubrio alla sella. Accanto alle sue due attività principali vengono organizzate anche manifestazioni parallele, come presentazioni di libri a tema ciclistico, mostre fotografiche e serate dedicate ai viaggi.

Un’attenzione molto particolare è riservata anche all’arredamento, curato dallo studio di degisn Tagmi (ideatori di Fix Your Bike, kit di grafiche adesive per proteggere e personalizzare il telaio delle bici), il quale ha recuperato alcuni elementi come tavolacci da cantiere e vecchie sedie da geometra. L’elemento più originale del locale, che in passato era stato una fabbrica di tubi per ponteggi, è sicuramente l’illuminazione, realizzata recuperando (praticamente gratis) le vecchie lampade a incandescenza di Via Vigevano dismesse dalla rete comunale. Da qualche mese Ciclosfuso ha anche adottato una politica di inserimenti lavorativi di persone socialmente svantaggiate in collaborazione con il Comune di Milano. È soprattutto grazie a posti come questo che, lentamente, il concetto di comunità e di quartiere sta di nuovo prendendo piede ricucendo il tessuto sociale.

Ciclosfuso è aperto da martedì a sabato dalle 10 alle 22 e ogni ultima domenica del mese, in occasione del Mercato dell’Antiquariato, dalle 10 alle 19.

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