Il fantastico mondo di Chiara Dello Iacovo

Solare, stravagante, eccentrica, talentuosa. Un po’ cantante, un po’ autrice, un po’ musicista e anche un po’ attrice. Quando si parla di Chiara Dello Iacovo sappiamo di trovarci di fronte ad una delle figure più poliedriche che il panorama musicale italiano abbia sfornato negli ultimi anni, una delle poche vere novità passate per i talent show. Lanciata tra il grande pubblico durante la terza stagione di The Voice of Italy, la cantautrice di origine cuneese (ma trapiantata ad Asti) ha poi scelto la strada meno facile e meno scontata, quella dei live nei piccoli club, della sfida dal basso, dimostrando di avere personalità e carisma da vendere. Una strada che, nonostante tutto, non le ha impedito di togliersi molte soddisfazioni personali, come la vittoria al premio Musicultura 2015, dove Chiara ha avuto la possibilità di esibirsi con Simone Cristicchi, e la partecipazione al Festival di Sanremo 2016 tra le Nuove Proposte con la canzone Introverso, dove ha vinto il Premio Sala Stampa “Lucio Dalla” e il Premio Assomusica per la miglior esibizione live. Il suo album d’esordio, Appena Sveglia (Rusty Records), è uscito nel febbraio 2016 e, da allora, è sempre stato in giro per l’Italia, prima con il tour omonimo e, successivamente, con l’Uscita di emergenza tour. Ho incontrato Chiara a Torino lo scorso 8 marzo in occasione del concerto-evento Anche senza mimose, organizzato dalle Officine Corsare per la Festa della Donna, non potevo non approfittarne per farle qualche domanda sulle sue canzoni…ecco il risultato, buona lettura!

Che paura se da bruco poi diventerò farfalla, che paura questa vita se lo scopo è stare a galla [……] che paura questo modo di pensare inflazionato, che paura un mondo schiavo delle leggi di mercato. Ma non mi avevano avvisato che avrei dovuto trasformarmi, rinnovare il guardaroba ed indossare artigli e armi, ma non mi avevano avvisato in ‘sto simpatico teatrino che mi avrebbero buttato anche i giochi da bambino. Che paura quando non mi riconosco fra la gente, che paura un “grazie mille” dallo sguardo indifferente se per farci stare zitti basta solo una partita, che paura un sogno appeso per le dita”. (Soldatino)

Hai imparato a nuotare e a volare sopra i luoghi comuni e gli sguardi indifferenti? Hai trovato la tua “Uscita d’emergenza”?

Diciamo che, se quando ho scritto questa canzone il mio obiettivo per sopravvivere all’arido mondo adulto che mi immaginavo mi attendesse era tentare di scappare dal sistema, in questi ultimi mesi sto prediligendo il tentativo di costruirmi un mio sistema ad hoc. Il principio di fondo è simile, però basta cercare vie di fuga tra le insenature, si resta saldi e si piantano paletti e impalcature. Quella che era solo l’idea di una potenziale realtà, è ora diventata la realtà in cui mi trovo immersa, e non la temo più. Anzi, ogni giorno cerco di conoscerne anfratti e recessi. L’uscita di emergenza non è qualcosa per sfuggire al fango, ma è capire che quel fango che condannavi risiede in forma diversa anche dentro di te, e che forse la strada verso un se stesso autentico, comporta sguazzare dentro la pozzanghera anziché circumnavigarla.

In una tua intervista hai detto che quando scrivi le tue canzoni parti da una necessità interiore, da un bisogno, spesso da un’insofferenza e solo strada facendo riesci a mettere a fuoco ciò che realmente vuoi esprimere. Hai anche detto che vorresti entrare nel mondo della musica come se fossi “Appena sveglia”, priva delle sovrastrutture che ognuno di noi si costruisce durante la giornata e più in generale nella vita. Le tue canzoni rispecchiano l’immagine che vuoi trasmettere di te? Sei riuscita a mettere a nudo le tue emozioni fino in fondo? E soprattutto, riesci a “non pretendere di essere migliore” come hai scritto nel testo di Genova e a non cercare sempre “il riflesso migliore di te”?

Le mie canzoni sono cartine tornasole dell’esatto momento in cui le ho scritte. Più che parti di me, rispecchiano determinati stati d’animo, specifiche reazioni alle situazioni che mi sono trovata ad affrontare. All’inizio questa cosa mi innervosiva e mi metteva a disagio, credevo di essere io quella non brava abbastanza da riuscire a scrivere canzoni che mi rispecchiassero totalmente. Ora ho capito e accettato il fatto che è più giusto che sia io a calarmi in loro ogni volta, e a non pretendere che siano loro a descrivere me. Io sono al loro servizio, e le ringrazio per questo, perché fanno sì che io non mi dimentichi mai delle mie metamorfosi. Detto ciò, le frasi che citi fanno riferimento ad una mia particolare fase di crescita ormai risalente a due anni fa. Non ho risolto quei crucci, ma per lo meno non soffro più quel tremendo senso di incompetenza e insufficienza che pativo in quel periodo. Al posto del riflesso migliore, cerco il riflesso più vero. Senza autoflagellazioni eccessive.

Quasi tutti i miei amici astigiani hanno un legame particolare con Genova e anche tu hai scritto una canzone che si intitola Genova (Le persiane sono verdi), come un altro famosissimo cantautore astigiano. Cosa rappresenta per te questa città?

In realtà, molto poco. Non fraintendete: ciò che intendo è che non ho un legame emotivo che deriva da esperienze personali condivise con quella città, a dire il vero non ci sono quasi neanche mai stata se non per vedere delle mostre a Palazzo Ducale o eventi ludico/culturali affini. Quello che questa canzone ha siglato invece, è stata l’intuizione che ho avuto di questa città, senza conoscerne niente, passandoci semplicemente di fianco in treno. Questa per me è la poesia: l’intuizione, anziché il dedurre, l’arrivare al centro delle cose senza però studiare prima il percorso che ti potrebbe condurre lì. Non per niente infatti questo rimane forse il testo più poetico, insieme a “1° Maggio” che parla di Torino con un processo esattamente analogo.

Ultima domanda: come te la cavi con i pensieri e i sentimenti “Irrisolti”?

Mi hanno insegnato che è meglio evolvere che cercare di risolvere.

Dove trovare Chiara sul web e sui social:

www.chiaradelloiacovo.it

www.facebook.com/ChiaraDelloIacovoOff

www.instagram.com/chiaria

twitter.com/chiaradelloiac1

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