Mantra Raw Vegan, cucina per l’anima

Vegan, bio, raw, detox, biodinamico, km0: negli ultimi anni siamo stati bombardati da terminologie che spesso, invece di schiarirci le idee, non hanno fatto altro che creare una grande confusione nelle nostre teste, forse perché nessuno ha mai avuto la pazienza di spiegarcele con chiarezza o di farci assaggiare le prelibatezze proposte. A Milano, in quel laboratorio socio-culturale che è Porta Venezia, accanto alle decine di attività multi-etniche stanno sorgendo molti localini che alla qualità della cucina uniscono innovazione e ricerca: uno di questi è il Mantra Raw Vegan, ristorante crudista e vegano dove, come recita il suo claim, “non si cuoce niente”.

Prima di iniziare con il racconto, però, occorre fare un po’ di informazione sul significato della parola raw e su quello della parola vegan. Per raw (crudo) si intende una dieta che rifiuta la cottura e la centrifuga come metodo di preparazione dei pasti, mantenendo le temperature degli alimenti sempre al di sotto dei 45° C con l’obiettivo di non uccidere enzimi, vitamine e altre proprietà nutritive indispensabili al nostro organismo. Per vegan (vegano) si intende, semplicemente, l’esclusione di qualsiasi derivato animale, compresi latte e uova.

Per capire meglio la genesi di Mantra e il suo concetto di ristorazione, non possiamo non fare riferimento alla sensazionale storia della sua creatrice, Marina Dell’Utri, giovane ragazza milanese con le idee chiarissime. Marina è una biologa marina laureata negli Stati Uniti, per la precisione in Florida. Dopo un master in ecologia ambientale e business si è trasferita a Los Angeles per lavorare per la celeberrima società scientifica National Geographic. Durante la sua permanenza qui (da onnivora), ha avuto l’opportunità di conoscere e provare i succhi di frutta cold pressed (preparati a freddo con una pressa idraulica): dopo un’iniziale perplessità dovuta al loro elevato costo, ha deciso di provarli attuando quel processo chiamato detox (disintossicazione), che consiste in un periodo di dieta esclusivamente liquida. Dovendo riprendere a mangiare, e visti i benefici acquisiti in termini di energia e vitalità, Marina ha quindi iniziato una ricerca su principi di nutrizione alternativi, come quello raw-vegan, considerato ideale dopo un periodo di “liquidità”. Per dirla con le sue parole: «Il cibo raw-vegan non è perfetto per tutti e non può funzionare per tutti, ogni corpo è diverso e ha esigenze diverse, l’importante è connettersi con se stessi e capire quali siano le proprie esigenze».

Una semplice curiosità si è presto trasformata in una passione e, successivamente, in un lavoro vero. Gli inizi di Marina con la cucina crudista risalgono al 2014, con l’impiego al ristorante Planet Raw di Beverly Hills. La scoperta di ricette semplici, gustose e particolari l’hanno convinta ad intraprendere la strada della ristorazione, la cucina crudista, infatti, prevede moltissime preparazioni con l’utilizzo di pochissimi ingredienti, con un’abbondanza mai vista prima. Perché non aprirne uno in Italia, dove non esistevano né i cold pressed juices né i ristoranti raw? Tutto il resto è sotto gli occhi di tutti: il locale in Via Panfilo Castaldi dove ogni giorno si ritrovano decine di milanesi e persone provenienti da ogni parte del globo, la collaborazione con lo chef Alberto Minio Paluello (formato negli Stati Uniti presso la scuola del famosissimo chef Matthew Canney), la cucina a vista dove i passanti vengono invitati a “guardare perché tanto non si cuoce niente” e la gamma di prodotti a marchio Mantra…

Il menu prevede piatti che, seguendo la stagionalità, sappiano stupire e allo stesso tempo soddisfare il cliente sia a livello visivo che gustativo. Tra le varie prelibatezze presenti, mi sembra doveroso citare il Tab (Tabbouleh di canapa, hummus di rapa rossa e melograno, crisp al cumino, olio alla menta), il Rawv (Ravioli di zucca, fonduta di pinoli e spinaci, pesto di coriandolo e semi di zucca, mela in agrodolce), il Tostavo (Avocado toast con pane crudo ai semi misti, pachino affumicato, finocchio al limone, erbe e fiori) e il Tamel (Frolla di macadamia, crema pasticcera, mele alla cannella, salsa lamponi e sake, spuma alla menta). Anche la scelta dei nomi, fatti da sillabe (bija in sanscrito) che sembrano costituire dei veri e propri mantra (particolari inni e preghiere di tradizione asiatica), rispettano questo concept. Nel locale, come già accennato, è anche possibile acquistare la gamma di prodotti raw-vegan della casa, che prevede snack dolci e salati, cereali come grano saraceno, spirulina, bacche di noce e di fragola, due tipi di crackers, noci caramellate, chips di verdura, biscotti, carbone vegetale… Immancabile anche una linea di succhi pressati a freddo. La filosofia del locale è raccontata soprattutto attraverso l’interior design, bilanciato perfettamente per ricreare un’atmosfera rilassata che, grazie ai colori tenui delle pareti, lascia volutamente la ribalta alle ricche tonalità dei piatti, alle piante che ravvivano l’ambiente e all’arredamento minimal fatto di sedie e tavolini in legno.

Dove trovare Mantra Raw Vegan sul web e sui social:

www.mantrarawvegan.com

www.facebook.com/MantraRaw

www.instagram.com/mantrarawvegan

TO MOVE BOX

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *