La rinascita di Glasgow

Prima di partire per la Scozia, qualche amico mi ha chiesto: ma cosa ci vai a fare a Glasgow?! Eppure questa città, seppur per sentito dire, per la grande tradizione calcistica o per aver letto qualcosa sui libri di storia, mi ha sempre affascinato, forse più di Edimburgo. Sarà per la forte tradizione operaia e laburista sviluppata nei secoli della Rivoluzione Industriale, per i conflitti politico-religiosi tra minoranza cattolica e maggioranza protestante (e per la conseguente rivalità tra Celtic e Rangers) o per aver stimolato l’intelletto di James Watt (si, proprio quello della macchina a vapore e dell’unità di misura della potenza).

Nonostante tutto, a partire dagli anni ’80 del ‘900 Glasgow è riuscita a risorgere, ripulendosi dall’immagine sporca e malfamata di città industriale afflitta da perenni problemi sociali per affacciarsi al panorama internazionale come capitale europea d’arte e cultura, valorizzando il proprio patrimonio rappresentato al meglio dalla scuola pittorica dei Glasgow Boys, le cui opere sono in parte custodite alla Kelvingrove Art Gallery and Museum. Il riconoscimento definitivo è arrivato nel 1990 con l’elezione a Capitale Europea della Cultura e nel 1999 a Capitale Britannica dell’Architettura e del Design.

È in questo rinnovato fermento culturale che, nell’ultimo ventennio, sono fiorite numerose anime creative che ne hanno stimolato la rinascita. Uno dei centri di gravità permanente di Glasgow è sicuramente rappresentato dal The Barras (che nel dialetto locale significa barrows, carriole), mercato delle pulci situato nella parte est della città.

Qui, tra le centinaia di bancarelle e cianfrusaglie più o meno di valore che colorano le strutture metalliche datate 1921, sorge il BAAD (Barras Art And Design), mercatino coperto tra il bohemien e l’hipster dove è possibile acquistare artigianato creativo e pranzare nell’elegante ristorante A’Challtainn in un ambiente senza dubbio originale; nel cortile esterno (Outdoor Yard), circondati da vecchi container adibiti a bar, è invece possibile gustare ottimo street food cucinato sul momento. Tra i tanti e pittoreschi personaggi che lo popolano non si può restare indifferenti davanti all’irresistibile Dawn Robertson, al suo look anni ’50 e al suo angolo di abiti vintage femminili, un vero e proprio paradiso per gli amanti del genere.

Per chi condivide lo stesso mood, a pochi metri dal Barras c’è l’imperdibile Mono Cafè Bar (Kings Court 12), che dal 2002 propone piatti vegani, ottime ales locali e interessantissimi concerti. Come se non bastasse, al suo interno si trova Monorail Music, negozio di dischi indipendente dove trovare la miglior musica alternativa scozzese e internazionale tra migliaia di vinili e cd nuovi e usati.

Tornando all’arte, gli amanti delle ultime tendenze contemporanee non potranno lasciarsi scappare una visita al CCA (Centre for Contemporary Art, Sauchiehall Street 350), spazio espositivo gratuito che concepisce ogni forma di espressione artistica a 360°, ospitando interessantissime mostre temporanee di artisti scozzesi ed internazionali e workshop dedicati (dentro c’è anche un buon bar, il bellissimo Saramago Cafè).

E se proprio non sarete d’accordo con me, potete sempre andare al Glasgow Green, il parco più antico della città, a dire quello che pensate come hanno fatto le suffragette nel 1800, i lavoratori dei cantieri navali del Clyde nel 1971 o i minatori durante gli scioperi del 1984!

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