Sui tetti di Salonicco

Siamo partiti per il nostro terzo viaggio in Grecia con la convinzione di fermarci a Salonicco, prima tappa del nostro itinerario, solamente una notte. Durante il tragitto in autobus verso l’aeroporto di Orio al Serio, Elisa ed io abbiamo deciso, per comodità e per pigrizia, di prolungare il nostro soggiorno di una notte. Mai scelta si è rivelata più azzeccata, Salonicco vale una sosta approfondita, se non altro per godere della sua atmosfera rilassata ma allo stesso tempo vivace ed effervescente.

Architettonicamente parlando, quello che dall’aereo sembra un ammasso di case bianche costruite un po’ a caso tra le montagne ed il mare nasconde dei veri e propri angoli da scoprire: uno su tutti Kastro, la città vecchia. A soli 20 minuti di autobus dal caotico centro cittadino è possibile risalire le vecchie strade tortuose trovandosi immersi in un’altra città, tranquilla e pacifica, circondata da antiche mura bizantine e dominata dalla Heptapyrgion, prigione (dismessa nel 1989) costruita dentro un’antica fortezza (anch’essa bizantina).

Una delle peculiarità che fanno di Salonicco una città giovane sono i roof bar, i bar sui tetti. Tra il quartiere Ladadika e la Valaoritou c’è solo l’imbarazzo della scelta; noi abbiamo provato il Fragile (Valaoritou 29): splendida vista e ottimi cocktail, fantasiosi e originali. Infine, in uno dei regni della carne alla brace, per mangiare non potevamo che consigliarvi un ristorante vegano/vegetariano! A due passi da Aristotelous, la piazza principale della città, c’è il Roots, aperto nel 2014 da una coppia decisa a provare a fare qualcosa di diverso.

PS Ho anche qualcosa per voi carnivori o assaggiatori voraci in vena di provare la cucina greca: lasciatevi trascinare dall’arredamento eccentrico e stravagante di Takadum, in Agiou Mina 1.

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