Un’Isola nel mare di Torino

Se a Barriera c’è il mare (dal nome del fortunato progetto realizzato dal Comitato Urban Barriera in collaborazione con i Bagni Pubblici di Via Agliè, i Laboratori di Barriera e la Fondazione Contrada Torino Onlus), a San Salvario c’è un’isola. Un’isola dove, in uno dei quartieri simbolo della multiculturalità e della movida made in Torino, ti sembra di colpo di essere al Greenwich Village di New York. Ed è stato proprio lo spirito internazionale a guidare Alessio (musicista e producer) e Yari (tatuatore, musicista, producer e artista) nell’ideazione del loro gioiellino, Isola Torino! Una coppia di amici affiatata, diventata nel tempo granitica grazie all’organizzazione di serate underground nell’ambito della musica elettronica sperimentale.

Qualche anno fa la voglia di intraprendere nuove esperienze ha portato i due amici a separare temporaneamente le proprie strade: Alessio ha preso la via di Berlino, dove ha imparato ad apprezzare le sperimentazioni culinarie, Yari si è invece trasferito a Los Angeles, una delle capitali mondiali della musica elettronica, per lavorare come producer. Come in tutte le favole a lieto fine, i loro destini si sono incrociati ancora una volta a Torino, dove grazie alle esperienze fatte in giro per il mondo Alessio e Yari hanno deciso di aprire un locale con più anime, un’isola che potesse essere un punto di riferimento per tutta San Salvario, centrale ma al tempo stesso appartata rispetto alle vie più affollate del quartiere, con una particolarità unica nel suo genere: un vero e proprio cubo di vetro al centro della sala dove Yari può realizzare i suoi tatuaggi (lo spazio è condiviso con altri due tatuatori: ANML e Cursed lover), vere e proprie opere d’arte su pelle ispirate da temi floreali, naturalistici o realistici. Ma Isola non potrebbe esistere senza la professionalità, competenza e immaginazione di Stefano (interior designer nella vita, “responsabile della selezione alcolica” e “gestore organizzativo/promozionale” del bar), Alice (all’organizzazione degli eventi e dello studio di tatuaggi), Anastasia (punto focale di tutte le entità organizzative di Isola e responsabile della “sala”) e Barbara (creatrice, insieme a Alessio, dei piatti per il pranzo), le persone che insieme ad Alessio e Yari hanno condiviso questo sogno e contribuito a fargli prendere forma e sostanza.

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Una delle componenti fondamentali di Isola Torino è sicuramente il concetto di cucina di ispirazione berlinese, vissuto in modo artistico e fondato sulla condivisione delle esperienze gastronomiche e culturali, proprio come l’anima di San Salvario. La scelta di piatti internazionali da rivisitare con la qualità tipica delle specialità italiane (come le mozzarelle di bufala campana Rosario Vecchione, allevate in Piemonte) rigorosamente stagionali e a km 0, è lì a fare il resto: lo stesso Alessio definisce la sua creatura come un piccolo bistrot con piatti entry level, ispirati allo street food ma con un gusto estetico migliore. Il piatto di punta è il Rosti, ricetta tradizionale svizzera a base di patate schiacciate; imperdibili i tacos, preparati sul momento con farina importata direttamente dal Messico, buoni come quelli del chioschetto di New York. Per i più temerari c’è l’Isolaburger a base di Yuba, la sottile membrana che si crea dalla bollitura del latte di soia, successivamente essiccata e tagliata à la julienne; degni di nota anche la smetana, panna fermentata tipica dell’Europa dell’Est, il salmone affumicato con miele e le aringhe dalla Russia.

Anche l’arredamento, come spesso accade in locali di questo tipo, gioca il suo compito fondamentale: quello che rimane del vecchio negozio d’antiquariato sono i muri, lasciati appositamente grezzi, e gli infissi. Stefano, interior designer di professione, ha completamente rielaborato gli interni inserendo componenti disegnati personalmente, come i tavoli tondi (che sono in vendita, ndr), o scelti tra i pezzi più pregiati del design internazionale, come gli ottoni di Atelier De Troupe o le celeberrime lampade create da Achille Castiglioni per Flos. Ad arricchire ulteriormente le pareti di Isola ci sono le opere d’arte di Scott King e Jonathan Monk e qualche chicca per collezionisti, come la fanzine originale di David Bowie Isolar (datata 1976) e un autoscatto Polaroid dello stesso Duca Bianco risalente agli anni ‘6o.

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Bistrot, studio di tatuaggi, cocktail bar e, di conseguenza, punto nevralgico per eventi culturali e musicali. Alice in questi giorni è già al lavoro per la seconde edizione di Agua, rassegna del martedì dedicata alla world music, trasmessa in diretta streaming grazie alla collaborazione con Radio Banda Larga: ogni settimana una nazione diversa, con escalation musicale selezionata dal dj di turno e piatti tipici in abbinamento. Con la riapertura di settembre tornerà anche Oasi, evento del mercoledì con musica chill e massaggi Shiatsu (a cura dell’Istituto Itado) all’ora dell’aperitivo. Nonostante il successo di queste due iniziative, Alice non si ferma mai e sta già sviluppando nuove idee, come quella di un mercoledì jazz e di una domenica con live acustici o dj set nel dehors. La cura e l’attenzione ai particolari si nota anche dai ricercatissimi manifesti, disegnati e da Giulio e Francesco del collettivo artistico/musicale TDC Palazzi.

Isola Torino si trova in Via Goito 15 ed è aperta da martedì (dalle 12.30 all’1) a domenica (dalle 12.30 alle 18).

Isola Torino sui social network:

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*Foto di Alice Guarini e TDC Palazzi

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