Pablo e il mare: Respiro in concerto a Roma

Conosco Paolo Antonelli e i suoi Pablo e il mare (il cui nucleo storico è composto da Marco Ostellino alla batteria/percussioni e da Andrea Ferrasi al pianoforte/sintetizzatori) da ormai sette anni e, posso garantirlo, ogni loro album e ogni loro esibizione dal vivo è garanzia di musica d’autore d’alta qualità. Un percorso che, nel corso degli anni, ha portato la band a pubblicare tre album (Onde nel 2006, Miramor nel 2011 e Respiro nel 2015) arricchire il proprio pop-rock mediterraneo con strumenti come contrabbasso (Fabrizio “Brisiu” Cerutti), violino (Francesco Coppottelli) e fiati (Michele Bernabei in due brani di Respiro), prediligendo piccole location dove è ancora preponderante l’ascolto, lo stare in compagnia e il rapporto diretto con i musicisti. A più di due anni dall’uscita di Respiro, Pablo e il Mare torneranno a suonare a Roma venerdì 3 novembre (ore 22) per un concerto esclusivo, in uno dei club “di culto” della capitale: ‘Na cosetta! A pochi giorni dal concerto, ho intervistato Paolo per “tastare il terreno” in vista del loro grande ritorno…

Paolo, sono passati due anni dall’uscita del vostro ultimo lavoro, Respiro, un tempo sufficiente per fare un bilancio generale…qual è stato il riscontro di pubblico (sia dal vivo che nei negozi) e critica?

Se parli di vendite di dischi, il riscontro di pubblico è pressoché stabile rispetto ai due dischi precedenti, e questo in tutta sincerità è già un successo, perché quando uscì il nostro primo disco, nel 2006, l’oggetto CD era ancora in voga. Oggi il disco fisico è meno “ambito”, è cosa risaputa. Quanto a vendita online e streaming, poca roba. I dischi li vendiamo bene ai concerti, invece, dove l’ascoltatore viene preso dalla voglia di tornare a casa con l’oggetto fisico di cui ha fruito dal vivo. E questa è una cosa bellissima, perché significa che non è mediato da promoter, stampa, social e bla bla. Ascolti Pablo e il mare, ti emoziona, ti piace, lo vuoi e te lo compri. Questo è molto spontaneo, è molto rock n’roll.

Sei soddisfatto dei risultati che state ottenendo?

Non dimentichiamo che si sta parlando di arte, i risultati stanno a metà tra il successo commerciale e altre cose altrettanto importanti per noi. Per esempio crescere in fase di produzione, che per una band significa testi migliori, arrangiamenti migliori, uno spettacolo più bello per il pubblico. Questo risultato lo abbiamo raggiunto, lo capiamo dal riscontro degli addetti ai lavori: Respiro è stato tra le scelte dell’anno di Rumoremag, Rockerilla, Blowup e tanti altri ancora. Se un critico che ascolta centinaia di dischi all’anno ritiene di spendere elogi spassionati per il tuo lavoro, non puoi che esserne soddisfatto. Se la direzione artistica di un locale come ‘Na Cosetta di Roma ti mette in cartellone con Morgan, Tricarico ed altri artisti di un certo calibro, non puoi che essere soddisfatto.

I vostri fan più intimi conoscono anche il vostro approccio alla musica, basato principalmente sulla passione. È ancora questo l’elemento più importante?

All’inizio dicevi che sono passati due anni dall’uscita di Respiro. Se fossimo professionisti, dovremmo uscire adesso con un disco nuovo, che inevitabilmente sarebbe un disco più scarso. Invece a guidare il progetto è un’amore viscerale verso la musica, e la creatura si nutre con le migliori energie.

Arriva la data “romana” del #Respirotour. ‘Na Cosetta è la location più adatta al vostro concerto nella capitale, come vi siete incontrati?

Ho proposto personalmente la data al direttore Luca Bonafede, che ha apprezzato il progetto. Poi gli ho fatto ascoltare il disco e mi ha detto “è bellissimo”. Nelle fasi del booking, se con il responsabile della programmazione scatta la scintilla tutto prende la piega giusta.

Non siete i primi torinesi ad esibirvi nella capitale. Oltre ai nomi più famosi (come i Subsonica…), anche gente come Bianco, Daniele Celona e altri sono partiti alla sua conquista. Come vi sentite nel rappresentare la cosiddetta “scena indie” torinese in un ambiente, quello romano, così orgoglioso della propria tradizione pop/rock degli ultimi vent’anni?

Anni fa stavamo chiudendo una data al The Place, poi il locale chiuse. L’ultima volta che abbiamo suonato nel Lazio è stato ai tempi di Onde, alla mitica Cantina Mediterraneo di Frosinone. Fu un tutto esaurito! Insomma, abbiamo un seguito da quelle parti che ci aspetta. Detto ciò, la tradizione romana è un’influenza che alcuni riconoscono nelle mie canzoni, sono cresciuto con i dischi e i concerti di quei tre là (perché se parla degli ultimi 20 anni è a quei tre là che ti riferisci, credo…). Ricordo il primo concerto a Torino di Max Gazzé, al Barrumba di Ivaldo Marcega. Un secolo fa circa, in sala eravamo in 50, forse. Con Niccolò Fabi ci abbiamo anche suonato, alla Festa del 25 aprile in Piazza San Carlo (in scaletta c’erano anche i Subsonica e i Selton). Gli ultimi lavori di Niccolò sono davvero stupendi. Ma tra tutti e tre, il disco che ha toccato corde speciali in un mio periodo un po’ particolare è stato S.C.O.T.C.H. di Daniele Silvestri.

Pablo e il mare, Evergreen Festival, Tedacà Torino

Restando all’interno della scena indie torinese, la vostra musica e i vostri testi rappresentano un’eccezione rispetto al sound che siamo abituati a sentire. Come vi presentereste, prima del concerto, a chi non vi conosce?

Mi piaceva “esotico cantautorato”. Ma lasciamo che a definire cosa facciamo sia chi lo fa di mestiere: andate alla sezione Dice la stampa sul nostro sito e scoprirete azzeccatissime definizioni da parte di alcuni dei più quotati giornalisti del settore.

Potete anticiparci qualcosa sulla vostra esibizione?

La scaletta si snoda lungo un percorso lungo dieci anni e tre dischi, quanti separano Onde da Respiro. In più, un paio di cover rivisitate alla nostra maniera. Ciò che si aspetta il nostro pubblico, insomma. Ma la scaletta terrà conto del fatto che parte dell’audience, lontano dalle mura amiche, non sarà preparata sul nostro repertorio. Un locale che “tira” attrae di suo, un pubblico che non è per forza il nostro. Ovviamente proveremo a conquistare anche questo pubblico.

Avete in serbo qualche sorpresa? Qualche pezzo fresco fresco?

Sì, un inedito che eseguiremo per la prima volta proprio a Roma, si chiama Ombre cinesi. Una ballad lontana dalle “marine” di Pablo, parla di un soggiorno in una baita altoatesina. Fuori dalla porta della camera, tremende tempeste di ghiaccio. Dentro invece, loro due, le pareti rosse, le loro ombre cinesi che proiettano sulla neve, là fuori. E’ un brano un po’ hot, diciamo…

All’orizzonte si sta muovendo qualcosa? Parlo di un nuovo disco, ovviamente…

Stiamo lavorando alle canzoni che faranno parte del nuovo album, ma al momento la luce sembra lontana. E poi l’onda lunga di Respiro non mi sembra ancora finita. Come ti dicevo, la Sony non ci sta col fiato sul collo, quindi… lavoriamo con lentezza. E contentezza.

DETTAGLI EVENTO

Venerdì 3 novembre h.22

Pablo e il mare a ‘Na Cosetta, Via Giovenale 54/a, Roma

www.nacosetta.com 

Ingresso gratuito, prenotazione consigliata: info@nacosetta.com

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