Un B-Locale di cultura a Torino San Donato

PREMESSA

Torino, zona Basso San Donato, anni ’70: le fabbriche, il fumo, le ferrovie e il traffico avvolgono il quartiere. Fiat Ferriere (poi diventata Teksid), Michelin, Paracchi, Fiat Nole, Ingest, Officine Savigliano…non si respira ma almeno ci sono lavoro e pane per (quasi) tutti. Negli anni ’80 la città industriale va in crisi, e con lei tutto il sistema su cui si è retta per un’ottantina d’anni: le fabbriche chiudono e il futuro sembra più grigio del cielo che le sovrasta. Negli anni ’90, il piano regolatore del 1993 prevede la completa trasformazione dell’area in quella che sarebbe stata poi ribattezzata Spina 3; le fabbriche spariscono e al loro posto sorgono il monumentale Parco Dora e l’omonimo centro commerciale, si gettano le basi su quello che sarà il nuovo sistema ferroviario della città, totalmente interrato. Negli anni ‘0, le Olimpiadi del 2006 segnano una pietra miliare nel processo di trasformazione di Torino da città industriale a città turistica e culturale, capace di attrarre investitori e grandi eventi. Giorni nostri: le menti e le mani che avevano progettato e realizzato quel tipo di città non avevano fatto i conti con lo sfilacciamento di quel tessuto sociale operaio che per decenni aveva contraddistinto la vera anima del quartiere. Un tessuto sociale in cui il Centro Commerciale Dora ha rischiato di diventare l’unico polo di attrazione per giovani, famiglie e anziani, con le difficoltà di integrazione tra le varie comunità e le iniziative culturali che scarseggiano o muoiono soffocate dal peso della grande distribuzione.

B-LOCALE

Ma, c’è un ma…e questo grosso ma è stato (ri)costruito dalle fondamenta da chi non si vuole rassegnare al declino post-industriale di un quartiere che vuole far sentire a tutti i costi la propria voce e rivendicare il proprio ruolo in una città messa in discussione. In questo lento processo di ricostruzione del tessuto sociale ci sono in prima linea alcune associazioni che stanno facendo di tutto per realizzare qualcosa di nuovo e positivo: tra queste, una menzione particolare la merita l’Associazione Culturale B-Locale, l’ultima nata a livello temporale ma già diventata, in pochissimo tempo, punto di riferimento della rinascita di Basso San Donato. Il progetto nasce dall’incontro di sei ragazzi con diverse passioni ma con la stessa voglia di creare qualcosa di positivo: partecipando ad un bando associativo nazionale di ARCI e Banca Etica (con il sostegno di ARCI Torino) Luca, Tiziano, Tommaso, Fabrizio, Emanuele e Federico hanno salvato dal triste destino dei video-poker i locali di Via Bari 22, rifiutando un affitto più che convincente e fondando l’associazione e l’omonimo circolo. Un nome che non potrebbe riassumere meglio lo spirito dell’iniziativa, visto che alcuni dei abitano proprio nella stessa palazzina!

L’idea del B-Locale è tanto semplice quanto potente: unire il calore umano tipico della “piola” tradizionale torinese alla cultura più alta, facendo andare “d’amore e d’accordo” i cittadini (vecchi e nuovi del quartiere) e i cosiddetti intellettuali del centro, disposti a spostarsi nell’immediata periferia pur di ascoltare ottima musica del vivo, assistere a presentazioni di libri o a spettacoli di teatro. Nonostante il circolo sia aperto solo pochi mesi, sono ormai cult le collaborazioni con Solitunes, la rivista letteraria Carie, il collettivo di “giallisti” torinesi Torinoir (di cui lo stesso Luca Rinarelli fa parte) e la libreria La Città del sole. Il tutto condito da vini e birre di qualità e da delizie del territorio, reperite nei mercati cittadini e che vanno a imbottire succulenti panini e piadine, nonché piatti freddi preparati con cura e, lasciatemelo dire, abbondanza.

Il Circolo B-Locale su Facebook

www.facebook.com/circoloBlocale

TO MOVE BOX

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *