Avantgarde Portrait – New York City alle OGR: il concerto dei Blonde Redhead a Torino

Chi l’ha detto che la grande cultura di livello internazionale non può essere accessibile a tutti? Torino, a questo proposito, offre ancora grandi spazi di manovra, soprattutto a livello musicale. È il caso, ad esempio, delle OGR – Officine Grandi Riparazioni, che con il concerto dei Blonde Redhead di sabato 17 febbraio a prezzi super-popolari (10 €, ndr) hanno offerto una grandissima opportunità per ammirare dal vivo una band cult, tra le più eclettiche del rock contemporaneo. L’evento fa parte della rassegna Avantgarde Portrait, progetto dedicato all’esplorazione delle avanguardie artistiche novecentesche e della loro relazione con lo spazio urbano in diverse città del mondo.

Blonde Redhead live alle OGR di Torino (pagina Facebook OGR)

La prima tappa di questo viaggio cross-artistico tra i cinque continenti è New York: chi più dei Blonde Redhead, composti da una giapponese e da due fratelli-gemelli italiani trapiantati prima in Canada poi negli USA, poteva rappresentare al meglio una delle città più cosmopolite del mondo, da sempre punto di approdi e partenze?! Sarà stata la location, misteriosa e suggestiva, saranno stati loro, belli ed eleganti (Kazu Makino con gli ormai classici shorts cortissimi, stivali sopra il ginocchio e top svolazzante e catarifrangente color argento, Amedeo e Simone Pace in completo grigio e camicia bianca) ma il loro concerto ha avuto fin da subito un non so che di mistico, valorizzato ancor di più dalla voce stridula ma avvolgente della vocalist e dalla classe che traspare dal repertorio portato sul palco delle OGR.

Indie rock? Alternative rock? Art rock? Synth pop? Dream pop? Shoegaze? Anche se la scaletta proposta ha pescato a piene mani dalla seconda fase creativa di Kazu e compagni (ben 13 su 15 brani), dalla svolta synth di Misery is a butterfly (2004) fino all’ultimo EP 3 O’Clock (2017), a rendere affascinante la musica dei Blonde Redhead è proprio l’impossibilità di etichettarli. La performance live, inoltre, ha reso molto coinvolgenti anche i pezzi più lenti, supportati alla perfezione dalle immagini del film di Jim Jarmusch (altro personaggio cult della cultura americana) Permanent Vacation, ambientato proprio a New York. Le parti più belle dello show, a mio avviso, sono state proprio quelle strumentali, lasciate libere di interagire con i dialoghi e le scene del film. Non mi dilungo, invece, sulla performance pittorica live di Daniele Galliano perché non troverei le parole adatte a descriverla adeguatamente. Mi limito a raccontarla così… fantastica!

L’eleganza di Kazu Makino, Amedeo e Simone Pace in una foto di repertorio (pagina Facebook Blonde Redhead)

Data la mia attitudine fondamentalmente rock, avrei di gran lunga preferito una scaletta prevalentemente ispirata dai primi sei anni di vita dei Blonde Redhead, culminata con il capolavoro del 2000 Melody of certain damaged lemons (che resta il mio album preferito). Tuttavia, assistere ad un concerto come questo ad appena 10 € è da leccarsi baffi, soprattutto in questi tempi di magra. La rassegna Avantgarde portrait – New York City proseguirà con altri due appuntamenti: sabato 3 marzo sarà la volta dello storico polistrumentista dei Velvet Underground John Cale, mentre sabato 17 saliranno sul palco della Sala Fucine Arto LindsayStefan Brunner e Ikue Mori.

Per conoscere tutti gli eventi delle OGR, vistate il sito ufficiale

O la pagina Facebook

O il profilo Instagram

Sito ufficiale dei Blonde Redhead

Pagina Facebook dei Blonde Redhead

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