Da Emilia musica e tigelle a Torino

Una Chicca nel cuore di Torino, direttamente dal cuore dell’Emilia. Chicca come il diminutivo della fantasiosa creatrice di questo piccolo Paese dei Balocchi. Da Emilia è una vera e propria “porta di ingresso” nel quartiere Vanchiglia, nuovo polo d’attrazione della movida sabauda, che unisce al calore della trattoria della bassa modenese l’innovazione tipica dei locali alternativi di importazione nordeuropea, il tutto condito da un’offerta culturale di altissimo livello.

Merito, si diceva, di Chicca, al secolo Cristina Vancini, graphic designer di Formigine (MO) con una grandissima passione per la musica. Il trasferimento in Piemonte (a Nizza Monferrato prima e a Torino poi) avviene nell’ormai lontano 2001 grazie ad un contratto con l’etichetta discografica Mescal per la comunicazione e il management di artisti del calibro di, tra gli altri, Bluvertigo, Modena City Ramblers, Cristina Donà, Mau Mau, Africa Unite e Afterhours. Nel 2006 per Chicca arriva la definitiva consacrazione in ambito musicale entrando a far parte dello staff dei Subsonica, a cui sono seguiti ruoli importanti come consulente e, fino al 2015, come titolare di un’agenzia di grafica e comunicazione.

Gli eventi di Emilia di marzo 2018

Viste le premesse, com’è potuta nascere l’avventura di Emilia? Il motivo è principalmente antropologico, visto che i genitori di Chicca hanno gestito per tantissimi anni un ristorante nel modenese: è bastato recuperare i saperi di famiglia come la succulenza della cucina tradizionale emiliana, l’attenzione per la qualità e il piacere della convivialità per aprire il proprio piccolo angolo di paradiso. Quando si entra da Emilia la sensazione più bella che si prova è proprio quella di sentirsi coccolati come a casa, tra arredi recuperati qua e la da ricordi di famiglia e mercatini dell’antiquariato (come la collezione di cartoline della mamma o il tavolo da falegname usato come bancone e ribattezzato Emilio), ma con il piacere di poter viaggiare con tutti i sensi tra tigelle, salumi, formaggi, vini bianchi e rossi, spiriti e tantissime altre proposte. La garanzia, per tutti, è rappresentata dall’enorme esperienza di Chicca come buona forchetta e ottima bevitrice, una garanzia che si è trasformata in una vera e propria politica aziendale che rifiuta il concetto di somministrazione preferendo quello di proposta, senza troppi fronzoli nelle presentazioni. Mantenendo prezzi più bassi della media, tra gli avventori è possibile trovare studenti universitari, l’anziano che passa per farsi il “bianchetto” d’ordinanza o l’impiegato di banca per l’aperitivo.

Ora la domanda sorge spontanea…cosa si mangia e cosa si beve da Emilia? Fondamentalmente tutto quello che piace ad Emilia, frutto di una ricerca attenta e in continua evoluzione, ispirata da luoghi scoperti in passato o da mete ancora da raggiungere. Per la cucina, ad esempio, Chicca si affida a prodotti della propria terra come i salumi di Antonio Belli da Maranello (tra cui la battuta di lardo al rosmarino), alle tigelle sfornate direttamente a Torino o ad altre specialità regionali come lo speck trentino e i formaggi della Val Varaita. Particolarmente interessante, per gli assetati, è invece la grande varietà di spiriti: tra rarità e scoperte, sugli scaffali troviamo eccellenze italiane come l’Anisetta Meletti (liquore marchigiano a base di anice), l’Amacardo siciliano (liquore a base di carciofino selvatico dell’Etna), Laurino, Nocino e Sambuca artigianali della distilleria modenese Bonollo, un liquore al bergamotto calabrese e il mitico Vermouth Bianco genovese dell’Asinello (bevanda particolarmente apprezzata da cantautori e poeti in terra ligure) o internazionali come il Gin Alkkemist di Alicante e il whisky scozzese Big Peat.

Un concerto Da Emilia

La musica non poteva che essere al centro del programma culturale di Emilia, diventato famoso in tutta la città non solo per le conoscenze inevitabilmente acquisite in quindici anni di lavoro a contatto con cantautori e band, ma soprattutto grazie ad un format tanto semplice quanto geniale, nato per caso durante un viaggio in furgone con amici: i 15 minuti di…, spazio aperto a musicisti, attori, illustratori e tantissimi altri artisti per sfogare la propria creatività. A questo si aggiungono concerti veri e propri (della durata di un’ora a partire dalle 21 per mantenere un rapporto di “rispetto reciproco” con il vicinato), esposizioni fotografiche e molto altro ancora. Da Emilia è anche un luogo dove succedono tantissime cose: è stato scelto, ad esempio, come uno dei posti di ritrovo dalla comunità LGBT torinese, vengono fatti corsi di lingua portoghese, si improvvisano set fotografici e si girano videoclip musicali (come quello del cantautore Andrea Laszlo De Simone). L’ultima trovata, in ordine cronologico, è il Book Club in collaborazione con le librerie Therese (Corso Belgio 49) e Linea 451 (Via Santa Giulia 40/A). L’idea è semplice quanto accattivante, diversa dalle classiche presentazioni di libri che potete trovare normalmente in giro: viene scelto un argomento e si selezionano cinque libri che lo trattano, dopodiché si organizza una serata in cui ci si ritrova a parlarne fino a quando non ci si stufa, con il supporto di un moderatore competente. La prima rassegna, iniziata a febbraio e dedicata al tema della menzogna, ha avuto un grandissimo successo con un numero di partecipanti ben al di sopra delle aspettative iniziali.

Dulcis in fundo, in esclusiva per To Move Box, tutte le “chicche” che Emilia ha riservato per la sua affezionata clientela nel mese di marzo: i Bordeaux Montagne Saint-Emilion 2014 e Les Promesses 2014 della cantina Chateau Rocher Corbin, il vino naturale Inconscio n. 14 (salasso di 50% Grignolino e 50% Barbera) di Asotom/Tommaso Gallina e una selezione di sardine da Santiago de Compostela accompagnate da una rigorosissima selezione di Vermouth. Fate in fretta perché le scorte potrebbero finire da un momento all’altro!

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