Almeno una volta all’anno bisogna tornare in Inghilterra!

Dopo tanti anni di viaggi ed esperienze in giro per l’Europa, abbiamo capito una cosa: in Inghilterra si dovrebbe tornare (almeno) una volta all’anno. Comunque la si pensi sugli inglesi, sul cibo, sul clima e sulla Brexit, è qui che si anticipano le tendenze culturali, tema al quale noi di TO MOVE BOX siamo molto sensibili. Quest’anno, il nostro viaggio in terra britannica ha toccato tre città che, da sempre, ci attraggono: Manchester, Liverpool e, dulcis in fundo, la nostra amata Londra, eterna fucina di ispirazioni e suggestioni, sogni e incubi.

La nostra ennesima avventura oltremanica è iniziata da Manchester, città che sputa fuori da ogni angolo la propria anima musicale. Il centro è relativamente piccolo e si può girare tranquillamente a piedi in una giornata, affascinati da un gradevole mix di palazzi ultramoderni e vecchie fabbriche di mattoni rossi tirate a lucido, abbandonate o in fase di ristrutturazione. Le due zone più interessanti sono, senza dubbio, il Gay Village e il Northern Quarter, straripanti di vita e ricche di locali e negozi indipendenti; volendo fare gli alternativi fino in fondo, non vi parleremo di tutto questo bensì di bar per fare colazione. La Richmond Tea Rooms (Richmond Street 15, Gay Village) è la classica sala da tè british style dove essere coccolati e riveriti da camerieri con papillon tra pomposi divani dalle tinte color pastello, vassoi d’argento stracolmi di ogni ben di Dio (non potevamo non provare il cream tea) e coniglietti di peluche. Al contrario, il Nibble (Oldham Street 36, Northern Quarter) è l’altrettanto classico bar per hipster (che a noi piacciono tanto) alla ricerca di un posto tranquillo e stiloso dove studiare, lavorare o rilassarsi nel cuore indie della città.

Una volta fatta Manchester, vuoi non fare anche Liverpool? D’altronde, la distanza è talmente breve (un’ora e mezza di treno) che sarebbe stato un peccato non visitare la patria dei Beatles. Il colpo d’occhio del centro storico, pur essendo meno impattante per l’assenza delle vecchie fabbriche, non è meno gradevole e la decadenza lascia spazio alla maestosità, tanto da far sembrare Liverpool molto più grande della sua rivale storica. Sulla collina che domina la città e il fiume Mersey, l’elegante e regale Georgian Quarter ospita lo sfavillante Philharmonic Dining Rooms (Hope Street 36), pub storico dove, più che dalle birre o dal cibo, verrete stupiti dagli arredamenti e dagli antichi bagni in pietra. Per chi cercasse qualcosa di particolare senza allontanarsi troppo dal centro, all’ultimo piano di un palazzo dall’aspetto anonimo non si può perdere il The Egg Vegetarian Cafè (Newington 16-18): tavolacci in legno, arredamenti minimal e servizio basic per piatti veg dalla spiccata personalità.

A Londra ci siamo stati talmente tante volte da non avere più segreti, invece siamo di nuovo riusciti a scovare perle (più o meno) nascoste e vere e proprie attrazioni culinarie per italiani stufi di hamburger, full english breakfast e fish & chips. Il nostro punto di partenza, anche per quest’anno, è stato il quartiere di Whitechapel, un tempo famoso per le precarie condizioni di vita dei suoi residenti e per Jack lo Squartatore e ora meta di giovani da tutto il mondo attirati dall’atmosfera cool, glamour ma profondamente vintage e alternativa della sua arteria più famosa, Brick Lane. Da qui potete partire a piedi per la tappa obbligatoria della domenica: il mercato dei fiori di Columbia Road. Prima di immergervi negli aromi e nei colori del Columbia Road Market, però, vi consigliamo di caricare le pile con una sostanziosa colazione alla Grounded Coffee Company o, direttamente al mercato, da Campania. Per chi ha tempo e volesse passare qualche ora immerso nel verde e lontano dal caos turistico delle attrazioni più famose, a poche centinaia di metri dai grattacieli della City può trovare la Spitalfields City Farm, una vera e propria fattoria didattica con tanto di orti e animali, piena di attività e proposte per grandi e piccini.

Si parlava di gusto: a noi italiani, si sa, piace sentirci a casa un po’ ovunque, per questo una bella pizza fa sempre piacere. Princi a Soho (Wardour Street 135), succursale del celeberrimo panificio milanese è il top, ma anche Pizza Pilgrims a Shoreditch (Shoreditch High Street 136) non scherza, molto dipende da dove siete ubicati e/o diretti. Infine, per i fanatici della birra (più precisamente delle ale all’inglese) trovare il locale giusto potrebbe essere impresa assai ardua: pur contandosene a centinaia, infatti, la maggior parte dei pub offre una selezione poco assortita e piuttosto sbilanciata verso la banalità. Se siete in cerca di qualcosa di diverso, il posto che fa al caso vostro è stato aperto poche settimane fa, più precisamente il 19 ottobre: è il Mikkeller Bar di Hackney (Hackney Road 2-4), locale di un noto birrificio danese che conta filiali anche a Bangkok e Singapore: 20 spine diverse vi guideranno nell’esperienza più completa che avreste mai sperato di fare. Tra IPA, APA, stout, porter… avrete solo l’imbarazzo della scelta; capitarci per caso a pochi giorni dall’apertura è stato davvero un bel colpo di fortuna!

TO MOVE BOX

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